Settembre porta con sé il ritorno alle abitudini di tutti i giorni.
La sveglia ricomincia a suonare presto. Il lavoro riprende a pieno ritmo. Le giornate tornano ad avere orari, impegni, appuntamenti e scadenze.
E insieme alla routine, per molte persone tornano anche i buoni propositi.
"Da settembre ricomincio a mangiare bene."
"Mi iscrivo in palestra."
"Questa volta devo perdere peso."
"Devo dormire di più."
"Devo prendermi più cura di me."
Il problema non sono i buoni propositi. Il problema è ciò che spesso facciamo subito dopo: cerchiamo di cambiare tutto contemporaneamente.
E dopo qualche settimana ci ritroviamo esattamente al punto di partenza.
Perché settembre sembra sempre un nuovo inizio
Dopo l'estate abbiamo spesso la sensazione che inizi un nuovo ciclo.
Un po' come gennaio.
Abbiamo voglia di rimettere ordine, recuperare le abitudini perse durante le vacanze e magari intervenire su qualcosa che da tempo non ci fa stare bene: stanchezza, qualche chilo in più, sonno irregolare, dolori, digestione più difficile, poca voglia di muoversi, mente meno lucida.
E così arriva il pensiero: "Adesso devo rimettermi in riga.
E' lo stesso meccanismo del proposito di Capodanno — la sensazione di "reset" spinge verso cambiamenti drastici, che raramente durano oltre le prime settimane.
Ma è proprio qui che spesso comincia l'errore.
Perché prendersi cura del proprio corpo non dovrebbe significare dichiarargli guerra.
Perché non devi punirti per quello che hai fatto durante l'estate
Se hai mangiato diversamente, ti sei allenata meno o hai modificato i tuoi orari, non devi "compensare".
Non hai bisogno di iniziare una dieta rigidissima lunedì mattina.
Non devi passare improvvisamente da zero allenamenti a cinque.
Non devi eliminare contemporaneamente pane, pasta, dolci e aperitivi.
E soprattutto non devi cercare di recuperare in due settimane quello che pensi di aver perso negli ultimi mesi.
Il corpo non ragiona in termini di punizione e premio. Risponde molto meglio alla continuità.
Un'abitudine moderata che riesci a mantenere per mesi ha generalmente molto più valore di un programma perfetto seguito per dieci giorni.
Il vero obiettivo di settembre: ritrovare ritmo, non punirsi
Più che chiederti "quanto peso devo perdere?", potresti iniziare chiedendoti: "Quali condizioni posso creare perché il mio corpo funzioni meglio nei prossimi mesi?"
La domanda cambia completamente la prospettiva.
Perché il peso è soltanto una parte del quadro.
Puoi iniziare osservando qualcosa di molto più concreto:
Come ti svegli la mattina? Hai energia oppure sei già stanca?
Come arrivi a metà pomeriggio? Hai fame continua? Ti senti lucida o annebbiata?
Come dormi? Ti muovi durante la giornata?
Quanto spesso mangi di corsa? Quanto spazio hai realmente per recuperare?
Questi segnali raccontano molto più di quanto immagini delle tue abitudini quotidiane.
Prima di aggiungere nuove regole, osserva quelle che hai già
Uno degli errori più frequenti quando vogliamo stare meglio è cercare immediatamente qualcosa da aggiungere: un nuovo integratore, una nuova dieta, un nuovo allenamento, una nuova routine mattutina.
Ma prima potrebbe essere molto più utile capire che cosa accade già nelle tue giornate.
Forse salti la colazione perché non hai fame, poi arrivi alle 11 affamata.
Forse pranzi davanti al computer e alle 15 senti un crollo improvviso.
Forse durante la settimana dormi cinque o sei ore e provi a recuperare nel weekend.
Forse trascorri tutta la giornata seduta e la sera cerchi di compensare con un allenamento intenso.
Non sempre serve fare di più.
A volte serve rendersi conto dello schema che continuiamo a ripetere.
Come scegliere un cambiamento abbastanza piccolo da diventare normale
Questa è probabilmente una delle domande più utili che puoi portarti dietro a settembre: "Qual è una cosa che potrei continuare a fare anche quando sarò stanca, impegnata o poco motivata?"
Perché quello è il livello da cui vale la pena iniziare.
Potrebbe essere:
Una passeggiata di dieci minuti dopo pranzo
Preparare in anticipo alcune basi per i pasti della settimana
Andare a letto mezz'ora prima
Mangiare seduta invece che mentre fai altre tre cose
Inserire qualche minuto di movimento durante la giornata
Bere con maggiore regolarità
Creare un pasto più completo invece di inseguire la dieta perfetta
Sembrano cambiamenti piccoli.
Ed è esattamente questo il punto: devono essere abbastanza semplici da poter entrare nella tua vita reale.
Il corpo ha bisogno di coerenza, non di perfezione
Molti percorsi falliscono perché vengono costruiti sulla versione ideale di noi stessi.
Quella che ha sempre tempo.
Che non è mai stanca.
Che cucina ogni giorno. Che si allena cinque volte alla settimana.
Che non ha giornate difficili.
Quella persona, nella vita reale, non esiste.
Un'abitudine efficace deve funzionare anche il mercoledì sera quando torni tardi dal lavoro.
Quando hai dormito male.
Quando hai mille cose da fare.
Quando non hai voglia.
Per questo settembre può diventare qualcosa di diverso dal solito mese dei buoni propositi: il momento in cui smetti di cercare l'ennesima soluzione drastica e inizi a costruire un sistema che il tuo corpo possa realmente sostenere.
Non chiederti solo cosa vuoi ottenere, ma come vuoi sentirti
Chiediti anche: come voglio sentirmi tra tre mesi?
Più energica?
Più forte?
Più lucida?
Più libera dal pensiero continuo del cibo?
Capace di fare una giornata senza arrivare completamente svuotata?
Più tranquilla nel rapporto con il tuo corpo?
Questo cambia anche il modo in cui scegli le tue abitudini.
Perché perdere qualche chilo può essere un obiettivo.
Ma sentirti abbastanza bene da tornare a fare ciò che oggi eviti è una trasformazione molto più grande.
Domande frequenti
Perché i buoni propositi di settembre falliscono così spesso? Perché di solito si cerca di cambiare tutto contemporaneamente — dieta, allenamento, orari, abitudini — invece di partire da un unico cambiamento piccolo e sostenibile. Il corpo risponde meglio alla continuità che a un programma perfetto seguito solo per pochi giorni.
Da dove conviene iniziare a settembre? Non dalla lista di regole da seguire, ma dall'osservazione di ciò che già accade nelle tue giornate: come dormi, come mangi, quanta energia hai in diversi momenti del giorno. Poi si sceglie un solo cambiamento, abbastanza piccolo da poter diventare normale.
È normale voler "recuperare" dopo l'estate? È un pensiero comune, ma il corpo non funziona per compensazione o punizione. Non serve recuperare in due settimane quello che si pensa di aver "perso" in mesi — serve ritrovare un ritmo sostenibile nel tempo.
Da dove partire, questa settimana
Questa settimana non scegliere dieci buoni propositi.
Scegline uno.
Uno soltanto.
Qualcosa di abbastanza piccolo da poter diventare parte della tua normalità.
Poi osserva cosa cambia.
È così che una nuova abitudine smette di essere un proposito.
E comincia a diventare uno stile di vita.
Irene
Irene Bonazza
Infermiera da oltre trent’anni e coach della salute. Ti aiuto a comprendere i segnali del corpo e a costruire scelte più consapevoli per la tua salute.
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